Come lavare i maglioni di lana
COME LAVARE I MAGLIONI IN LANA?
(O meglio, come NON si lavano?)
I maglioni in lana grossa (Maglioni Aran, Scozzesi, Irlandesi..) vanno lavati il meno possibile, una volta a fine stagione è più che sufficiente, la lana è autopulente e spesso basta solo lasciarli all’aria perché si rigenerino ritrovando subito tono e morbidezza.
PERCHE' NON SERVE LAVARE SPESSO?
La pura lana naturale biologica non trattata che trovi da Lizè è autopulente e naturalmente antibatterica: essendo priva di trattamenti chimici aggressivi, mantiene tutta la sua Lanolina, che è la sostanza che in natura è propria del pelo della pecora e che serve a mantenerla pulita allontanando batteri e parassiti.
È grazie alla presenza della Lanolina e alla purezza del filato che i maglioni in lana grossa non si impregnano di odori e restano puliti a lungo, è la prima cosa che noterai indossandoli e usandoli.
RIGENERA ALL'ARIA
Anche per quanto riguarda gli odori, la lana è sorprendente. Sudore, fumo, fritto… la lana non si impregna. Basta appoggiare il capo su una sedia o lasciarlo all’aria per qualche ora o per una notte, e quando lo riprendi non sentirai più alcun odore.
Se il capo ha preso polvere o smog e senti che ha bisogno di una „rinfrescata“, basta semplicemente metterlo fuori ad arieggiare per rigenerarlo e fargli riacquistare tono e morbidezza.
Ancora meglio se lo lasci fuori una notte un po’ umida: con l’umidità la lanolina naturale si riattiva e aiuta a eliminare lo sporco. La lana, in questo senso, si autopulisce davvero.
Una volta, ma molte persone lo fanno anche oggi, per pulire i capi in lana si usava la neve. Si adagiavano sopra la neve fresca, poi si sbattevano, si lasciavano asciugare in casa ed erano pronti per essere indossati. Ancora oggi questo metodo funziona per tutti i capi in 100% lana.
Un trucco semplice ma super efficace: appendi il maglione in bagno mentre fai la doccia. Il vapore lo rigenera in modo naturale, senza alcuno sforzo.
Ricorda sempre questa regola d’oro: meno lavi la lana meglio sta.

E SE SI MACCHIA?
Sui capi in lana lavorati a maglia grossa lo sporco e le macchie non penetrano in profondità, ma restano in superficie, rendendo facilissima e veloce la pulizia.
Se compare una macchiolina, non serve lavare tutto il capo e stressarlo inutilmente: bagna la macchia con poca acqua, metti un po’ di sapone, massaggia e sciacqua, per asciugare basta tamponare con un asciugamano e con semplice carta assorbente, non solo la macchia andrà via ma il punto trattato sarà anche subito asciutto.
Lo stesso vale per le zone che si sporcano di più, come polsi, maniche o colletto: un po’ di sapone naturale, una sciacquata, una tamponata con l’asciugamano e il gioco è fatto. In pochissimo tempo il tuo capo sarà di nuovo perfetto.
PALLINI DA SFREGAMENTO
I pallini da sfregamento sono normalissimi sui capi in pura lana, succedono perché le fibre sono corte, è il pelo della pecora, e quindi da sfregamento si alzano. Non è un difetto del capo, è una caratteristica meccanica, esattamente come se noi sfregassimo i nostri capelli… si formano i nodi!
I pallini da sfregamento compaiono infatti sulle zone più sollecitate: ascelle, maniche, pancia e tutti quei posti dove il maglione è più a contatto con superfici.
Quando compaiono eliminarli è semplicissimo: puoi usare diversi metodi per toglierli, un pettinino per la lana, una lametta, io trovo che il metodo più veloce sia quello di usare un buon rasalana elettrico e passarlo su tutto il capo, in un attimo tornerà subito ordinato e bello.
COME SI LAVA QUANDO SI LAVA?
Prima di parlare di lavaggio, è importante capire cos’è davvero la lana.
La lana è una fibra proteica naturale e “viva”, e proprio per questo ha bisogno di attenzioni diverse rispetto al cotone, alle fibre vegetali o ai tessuti sintetici.
La lana soffre tre cose in particolare: il calore, lo sfregamento e gli sbalzi di pH.
Temperature troppo alte ne modificano la struttura interna in modo irreversibile: quando la lana viene “cotta” ad alte temperature… infeltrisce in modo irreversibile.
Lo stesso vale per il movimento energico ed eccessivo durante il lavaggio, che stressa la fibra e la fa chiudere su sé stessa.
Anche il tipo di detersivo è fondamentale. Le fibre proteiche, come la lana (e la seta), reagiscono male sia agli ambienti troppo acidi sia a quelli troppo alcalini. Ed è proprio qui che nasce il problema: molti detersivi comuni sono alcalini e, nel tempo, possono indebolire la fibra, renderla rigida, opaca e più fragile.
Per questo la lana va sempre trattata con accortezza, usando basse temperature, il detersivo giusto e movimenti delicati. È così che resta morbida, elastica e bella a lungo.
Il momento in cui la lana va davvero lavata è di solito a fine stagione, dopo averla usata tutto l’inverno, prima di riporla negli armadi.
In quel caso puoi lavarla in due modi:
LAVAGGI A MANO
metti il capo in una bacinella con acqua tiepida e aggiungi detersivo eco-bio specifico per la lana. Fai penetrare il detersivo nelle fibre senza strofinare e sfregare.
Sciacqua delicatamente senza strizzare in modo troppo energico.
Per eliminare l’acqua in eccesso arrotola il maglione in un asciugamano, premi e srotola… vedrai che non sarà più zuppo ma solo umido, e stendi all’aria e all’ombra in piano per evitare che il peso dell’acqua allunghi la fibra.
LAVAGGIO IN LAVATRICE
Se scegli di lavare i maglioni grossi in pura lana in lavatrice assicurati di avere una buona lavatrice che possa lavare la lana in modo ottimale.
Programma lana:
La lana va lavata in lavatrice utilizzando solo il programma specifico lana. È un programma super delicato e generalmente molto veloce che simula il lavaggio a mano, quindi non gira in modo energico, ma il suo movimento è più simile ad un dondolìo.
Non lavare mai la lana con lo stesso ciclo del cotone, a meno che tu non voglia ritrovarti un capo di quattro taglie in meno.
30 gradii:
Imposta una temperatura di max 30 gradi sia nel lavaggio che nel risciacquo, la lana è molto sensibile agli sbalzi termici, la temperatura durante il lavaggio deve sempre rimanere costante.
Togli la centrifuga:
è la centrifuga alta che infeltrisce la lana.
La lana è molto sensibile al movimento e un’eccessiva centrifuga porta la fibra a chiudersi, compattarsi ed infeltrirsi irreparabilmente.
Se lavi la lana in lavatrice togli la centrifuga o mettila al minimo, non più di 400 giri. Se la tua lavatrice ha la centrifuga minima a giri più alti (600–800) puoi semplicemente farla partire, farle fare 2–3 giri e poi spegnere, in questo modo il capo verrà leggermente strizzato ma non troppo da rovinarlo.
Tampona in un asciugamano:
Una volta finito il lavaggio, togli subito il capo dalla lavatrice, se hai fatto un lavaggio ad esclusione centrifuga ora avrai un maglione grondante d’acqua e molto pesante, per eliminare l’acqua in eccesso arrotola il maglione in un asciugamano, premi e srotola… vedrai che non sarà più zuppo ma solo umido e potrai procedere all’asciugatura all’aria e all’ombra.
No asciugatrice:
È fondamentale non stendere mai il capo gocciolante e non usare mai l’asciugatrice con lana grossa e lana cotta. Il calore e il peso dell’acqua sono i veri nemici di questi tessuti e causa dell’infeltrimento irreversibile della lana.
Detersivo:
Un dettaglio importante è il detersivo: sceglilo sempre eco-bio e adatto per Lana e fibre animali, con pH neutro o leggermente acido, indicativamente intorno a pH 5–7. La lana è una fibra proteica (come i nostri capelli), detersivi alcalini (pH alto, sopra 8–9) aprono le squame della fibra e, con movimento e sbalzi di temperatura, favoriscono l’infeltrimento. Un detersivo neutro o leggermente acido, invece, rispetta la struttura della lana e la mantiene morbida e stabile.
Non usare detersivi universali, sgrassanti o “per bianchi”, No a saponi troppo alcalini usati in lavatrice (il Marsiglia va bene solo per pretrattare, non come detersivo principale).
Metti pochissimo detersivo, per favorire un risciacquo completo senza lasciare residui e i tuoi capi in lana resteranno perfetti anni.
Ammorbidente:
L’uso dell’ammorbidente tradizionale su capi delicati come la lana non è una buona idea. Questo perché gli ammorbidenti comuni contengono sostanze che rivestono le fibre creando una sorta di „patina chimica“ che ne altera la funzionalità naturale, rendendo i tessuti meno traspiranti e compromettendo le proprietà intrinseche del materiale, come la capacità di gestire umidità e calore. Puoi utilizzare, solo se ti sembra necessario, ammorbidenti ecobio con ingredienti completamente vegetali.
AMMONIACA SI O NO?
L’ammoniaca è uno di quei rimedi “della nonna” potentissimi, soprattutto quando si parla di grasso, odori forti e capi molto sporchi. Ma è anche una sostanza molto forte e aggressiva, potrebbe avere senso al massimo su cotone bianco robusto o fibre sintetiche, ma di certo non sulla lana, ti spiego perché:
L’ammoniaca è fortemente alcalina.
Questo significa che se da un lato gonfia le fibre, dall’altro le irrigidisce, opacizza i colori e le rende sempre più fragili.
Anche quando online si vedono video che promettono di recuperare una maglia infeltrita con l’uso dell’ammoniaca, in realtà si tratta di tentativi molto rischiosi che spesso peggiorano il danno.
Sembra che aiuti a recuperare l’infeltrimento solo perché “gonfiando” le fibre si ha la sensazione che aiuti ad ammorbidirle, allentando la tensione, ma la verità è che a lungo andare il capo si indebolirà e si rovinerà sempre di più.
COME RECUPERARE UN CAPO INFELTRITO?
Non esiste un rimedio definitivo per l’infeltrimento, il processo è irreversibile.
Quando la lana si infeltrisce le fibre si agganciano tra loro in modo irreversibile e il capo, una volta infeltrito, non torna più quello di prima.
Detto questo, si può comunque fare qualcosa per migliorarla, soprattutto se l’infeltrimento non è grave, ecco come:
Metti il capo in ammollo in acqua fredda, aggiungi abbondante ammorbidente naturale ecobio con ingredienti naturali (oppure anche lanolina liquida o balsamo per capelli) e lascialo lì tutta la notte, senza mai strofinarlo, muoverlo o strizzarlo.
Il giorno dopo risciacqua molto delicatamente, sempre senza torcere il capo. È importante che l’acqua del risciacquo abbia la stessa temperatura di quella dell’ammollo, perché gli sbalzi termici sono tra le prime cause dell’infeltrimento.
Per asciugarlo, tampona l’acqua in eccesso con un asciugamano e poi stendilo in piano. Con le mani puoi accompagnarlo e tirarlo piano piano, cercando di ridargli un po’ alla volta la sua forma naturale. Lascia asciugare completamente steso all’aria.
Se vuoi, quando il capo è asciutto puoi passare un ferro da stiro tiepido. Non farà miracoli, ma può aiutare le fibre a rilassarsi un po’ e a recuperare un minimo di forma e morbidezza.
Il risultato finale dipende molto da quanto il capo è infeltrito. In alcuni casi la lana torna sensibilmente più morbida e “rilassata”, in altri il miglioramento è solo parziale. In ogni caso qualcosa cambia, ma è giusto sapere che il capo resterà comunque infeltrito.
COSA NON FARE PER FAR INFELTRIRE LA LANA
Se vuoi essere certo di non rovinare e non correre il rischio di infeltrire i tuoi capi in lana, segui questi semplici consigli riassuntivi:
- Lava solo quando serve e solo se serve davvero
- Lava solo a mano o in lavatrice con programma lana 30 gradi
- Togli la centrifuga o max 400 giri
- Usa detersivo eco-bio per Lana
- No asciugatrice
È importante ricordare e spiegare sempre che l’infeltrimento non è un difetto del capo. È una reazione naturale della lana a sfregamenti, acqua troppo calda, centrifughe o shock termici.
Le fibre naturali, proprio perché non sono trattate chimicamente, vanno trattate con dolcezza, lavate solo quando serve e con le loro dovute accortezze.
In cambio ti doneranno quel comfort, calore e benessere generale che i tessuti sintetici non potranno mai offrire.
E alla fine è proprio questo il bello: avere un maglione in lana, indossarlo ogni giorno, sentirlo vivo addosso e sapere che non c’è nulla da temere. La lana non è complicata né fragile, va solo capita. Una volta superata la paura di lavarla, ti accorgerai di quanto sia semplice, naturale e bello godersi un capo in pura lana senza pensieri.